“Magnolia” in un vicolo di Napoli di 37 anni fa
Sono le 3,10 del 1 gennaio e concludendo un giretto su Fb dopo abbuffi e brindisi, leggo che Ugo Maria Tassinari ricorda la vecchia abitudine napoletana, spero deperita nel tempo, di gettare cessi usati dal quinto piano (ma anche dal quarto e dal sesto). Ho un episodio di vita da raccontare e non so perché mi ricorda la vita e la morte, la causalità delle cose e la fortuna.
Erano le nove circa del 31 sera del 1973. Andavo verso casa di amici a festeggiare. Il fatto succede in via Pignasecca, pieno centro popolare, anche se non storico (per i napoletani: vico Forno da piazza Pignasecca a via Roma). C’erano i soliti mucchi di mondezza. Ed è uno di quelli che mi ha salvato occhi o integrità fisica.
E insomma passo per questo vicolo e a un certo punto sento come un vento forte in viso e un tonfo sordo sul mucchio di scarole e cavolfiori e altri scarti alimentari. Ma un tonfo fortissimo. Mi volto e là dove non c’era niente, ora riluceva nel semi buio e intero, miracolosamente intero, un cesso di ceramica. Non si era rotto in mille schegge pericolose per l’attutimento della spazzatura e soprattutto mi aveva mancato.
Ma non esagero: essere preso in testa o non esserlo fu questione di pochi centimetri. E io ogni volta che ripenso a capodanno e alla morte, dove di solito romanziamo la fine delle persone e rendiamo eroica la sofferenza più bruta, ecco, mi chiedo: ma se io fossi morto con un cesso in testa, che cosa mai avrebbero detto di me amici e parenti. Quale senso avrebbe avuto la mia vita e la mia morte.
Ci vedo un segno karmico. Un cesso mi ha quasi ucciso, un cesso usato. E io ci rido e un po’ ci penso sopra. Era 37 anni fa.
un 13 anni fa ero san francisco, zona embarcadero (booh, vicino al “pompei’s grotto”…)
sono vicino ad un albergo, di quelli lussuosissimi di quella zona e d’improvviso…
un tumbler, un bicchierone di quelli a fondo massiccio si disintegra ai miei piedi, probabilmente dopo aver fatto un volo di un bel po’ di piani…
beh, ammettiamolo, è niente rispetto all’essere mancato, d’un soffio, da un cesso!
ginogoriwashere
andIwishyou: HAPPYNEWYEAR!
ginogori
1 gennaio 2012 alle 12:21
Anche a me una volta è capitato di rischiare di essere vittima di un cesso: io ero ubriaco e lei pure.
Colapesce
1 gennaio 2012 alle 16:42
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
icittadiniprimaditutto
1 gennaio 2012 alle 17:01
Ciao a tutti, ringrazio per questo bellissimo blog!!con la speranza che il 2012 sia un anno migliore!!
Valentina
10 gennaio 2012 alle 13:58