sabatotrippa

La tua creazione della realtà trova un limite nella mia creazione della realtà: ovvero di blogging di cronaca

Ieri alcuni colleghi giovani e particolarmente impegnati nel giornalismo digitale, si sono dissociati da quello che scrivevo a proposito di Storify. Poi ci siamo capiti: si tratta di usare in modo serio, professionale, uno strumento (Uso vs. abuso). (Oggi poi interviene su Giornalismodaltri, il maestro Tedeschini :-) )

Io,  però, in quell’applicazione, ci vedo anche un altro rischio, se parliamo di digital reporting. Che poi è il rischio che c’è in tanti blog che analizzano e commentano fatti di cronaca. Quello di trarre conclusioni false o manipolate da dati mancanti o manipolati. Non sto facendo un cartoccio di interiora di pesce nel quale buttare tutti i blog, mancherebbe altro. Se un Mario Seminerio scrive di economia o un Gregorio Paolini di televisione (ma si potrebbe fare un elenco lungo molti kappa) lo fanno filtrando qualsiasi notizia dentro il setaccio della loro competenza e meritano tutto il credito che giustamente hanno.

Ma se si analizzano e discutono fatti di cronaca? E’ il caso della Continassa che mi ci ha fatto pensare. Le ricostruzioni che sono state postate sulla rete mi convincono poco quanto le conclusioni politico-morali che se ne vogliono trarre. Perché da lontano puoi capire come va il credit crunch e come funziona l’auditel di un talk show, ma se stai giudicando di un caso così delicato, e si tratta di capire se c’è un coinvolgimento di questo o quello, se c’entrano gli ultrà o la Lega, francamente, questo, senza un lavoro di verifica ravvicinato sul campo non puoi farlo. Per verifica ravvicinata intendo: una passeggiati dai carabinieri, un’andata sul posto con chi ha bruciato o assistito a, un po’ di annusamento di cose e tracce, ma anche il double check di una soffiata che può arrivarti.

Peggio mi sento se poi si scrive assemblando twitter, stati di Facebook, post di altri blogger, magari un video visto che si impasta dentro un pezzo. Non mi convince. Non è cronaca. O perlomeno è cronaca ad alto rischio di errore e a rischio di proiezione freudiana di se stessi e delle proprie convinzioni politiche (e delle proprie esigenze di propaganda) dentro il fatto: per cui tutto è prova di un razzismo feroce, di un rivolgimento o di chissà che cosa. La realtà è una nostra creazione ma trova il limite nei dati degli altri, parafrasando la libertà la metterei così. La dico ancora più chiara: non tutto può essere capito analizzando i media e facendo il marcatore a uomo delle loro cazzate. Qualcuno dovrebbe riscoprire il giornalismo della realtà, non si può vivere all’infinito parassitando l’imperfezione altrui.

Il che non toglie che in molti casi gli inviati dei giornali mainstream presenti sul luogo facciano magari un lavoro peggiore del blogger che fa questa cronaca internet-assisted. Ma credo che dovremmo cominciare a ripensare un certo modo di scavare dentro la realtà,  che poi è solo realtà digitale. Ovviamente non si può fare né per legge né per autoregolamentazione. Dobbiamo pensarci noi.

 

Scritto da zuckerman60

13 dicembre 2011 a 10:49

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 1.592 other followers